CITIZEN SCIENCE – La scienza per i cittadini

Negli ultimi decenni, la scienza ha subito un profondo cambiamento nel modo in cui viene percepita, realizzata, comunicata e condivisa. L’avvento di nuovi concetti quali “scienza aperta”, “ricerca partecipata” e “scienza dei cittadini” sta portando ad un nuovo modo di guardare alla ricerca, in molti campi, dalla biologia all’ecologia, alla climatologia e all’astronomia, dalle neuroscienze alla medicina e all’informatica. Benché l’idea della partecipazione di “appassionati” alla ricerca non sia nuova (alcune esperienze si fanno risalire a metà ’800), oggi, grazie alle nuove tecnologie, la citizen science si sta sempre di più affermando come un approccio in grado di fornire efficaci sistemi di monitoraggio e strumenti di ricerca sempre più importanti.

In particolare il campo ambientale sembra beneficiare di questa trasformazione, basata sull’impegno di persone comuni nel processo di ricerca; la citizen science ha infatti un forte potenziale nel dare nuove letture e nuove opportunità di approccio ai temi ambientali, in chiave corale.

La comunità scientifica – attraverso specifici progetti – può coinvolgere dunque i cittadini in attività di varia natura, dalla segnalazione di specie animali o vegetali presenti in un dato territorio, dall’osservazione su specifici fenomeni, all’utilizzo di apparecchiature per il rilevamento di parametri ambientali, alla messa a disposizione di risorse proprie per rilevazioni di varia natura.

Con il termine citizen science (letteralmente, scienza dei cittadini in inglese) si indica quel complesso di attività collegati ad una ricerca scientifica a cui partecipano semplici cittadini. La Citizen science viene definita in diversi modi poiché ha origini multiple e deriva da diversi concetti. Un’altra definizione possiamo trovarla citata in questo modo: “un’attività scientifica condotta da membri del pubblico indistinto in collaborazione con scienziati o sotto la direzione di scienziati professionisti e istituzioni scientifiche”.

La Citizen science, dunque, attraverso le sue innumerevoli configurazioni di processi collaborativi ha le potenzialità per configurare nuove vie di risoluzione di grandi problemi e fondamentalmente di cambiare la relazione tra scienza e società. Alcuni progetti tipici della citizen science sfruttano le potenzialità’ della rete internet ad esempio per segnalare, monitorare e catalogare la presenza di particolari specie animali o vegetali in determinate aree geografiche, in particolare nella ricerca di una mappatura e inventario delle specie e rischio di estinzione e delle specie aliene.

Poiché la Citizen science si pratica in numerosi campi e in svariate discipline scientifiche sono stati proposti differenti ambiti di intervento e attività. Possiamo riconoscere le seguenti modalità di applicazione:

  • Rilevazioni passive: si basa sul fatto che i partecipanti mettono a disposizione una risorsa (ad esempio il proprio cellulare o uno spazio del proprio cortile) per effettuare delle rilevazioni in automatico mediante sensori appositi. Le informazioni ottenute vengono quindi inviate agli scienziati per una loro analisi e utilizzo.
  • Volunteer Thinking: in cui i partecipanti contribuiscono al progetto utilizzando le proprie abilità nel riconoscere forme o analizzare informazioni. Generalmente in questo tipo di progetto i compiti sono abbastanza standardizzati in modo che i risultati rivenienti da diversi partecipanti possano essere facilmente comparati.
  • Osservazioni ambientali ed ecologiche: progetti focalizzati sul monitoraggio ambientale o su osservazioni riguardanti la flora e la fauna. Un esempio è rappresentato dal progetto “Big Garden Birdwatch” per l’osservazione e l’identificazione di uccelli con lo scopo finale di far acquisire una consapevolezza sugli aspetti di conservazione della natura e dei vari tipi di uccelli.
  • Scienza civica e di comunità: in cui il progetto è iniziato e guidato da gruppi di partecipanti che identificano un problema che li riguarda.

Diverse sono le motivazioni che hanno fatto della Citizen science una pratica molto importante, motivazione scientifica con lo scopo di migliorare le proprie capacità attraverso l’applicazione di un metodo scientifico, educativa con la possibilità di accrescere le proprie conoscenze, motivazione sociale per sensibilizzazione su tematiche a carattere sociale o ambientale e sviluppo di un senso critico.  Se da una parte i partecipanti investono il loro tempo libero nell’imparare determinate tecniche ed effettuare la raccolta dei dati, dall’altra gli scienziati si trovano ad affrontare una nuova sfida: indirizzare, formare ed affiancare nel lavoro un gran numero di cittadini non esperti. Il risultato è la costruzione di un ponte tra il  mondo scientifico/accademico e il pubblico generico, fondamentale per l’avanzamento della ricerca scientifica stessa.

La partecipazione ad una ricerca scientifica di persone non specializzate, anche grazie al potere di internet e degli smartphone, sta dando molti risultati interessanti ed importanti. Infatti questi progetti, utilizzando il tempo, le capacità e le energie della “comunità di scienziati-cittadini” distribuiti su tutto il territorio, non solo permettono una maggiore divulgazione scientifica ma aiutano i ricercatori e gli studiosi ad ampliare, di giorno in giorno, le banche dati utili per i progetti di ricerca stessi.

I progetti di Citizen science sono attività organizzate e sostenute da una vasta gamma di organizzazioni in modo che semplici cittadini possano contribuire alla ricerca scientifica. Le attività collegate alla citizen science sono di vario tipo e spaziano dal trascrivere vecchi giornali di bordo di navi per digitalizzare i dati climatici e geografici ad osservare e contare gli uccelli presso la propria abitazione o in campo aperto.

LA S.C. è un tema sul quale, sulle pagine di AmbienteInforma si è parlato frequentemente, anche in relazione a specifici progetti realizzati in varie parti d’Italia, su tematiche le più varie, dalla qualità dell’aria ai rifiuti, dal traffico alla biodiversità, dagli odori al radon, dalle specie invasive al mare. Su iniziativa del gruppo di lavoro, il Consiglio SNPA ha approvato, il 2 ottobre scorso, un Decalogo-Citizen-Science. Si tratta di un documento mediante il quale, sulla base della visione di ISPRA della Citizen science, a cui attribuisce una funzione strategica in termini di rapporto con i cittadini organizzati, esplicita le regole che ritiene di darsi, e che chiede vengano condivise.

Ecco alcuni progetti rilevanti in campo naturalistico sono iNaturalist[1], Observation[2] (in inglese) e Ornitho[3]. Tramite la creazione di un profilo personale sarà possibile inserire le proprie osservazioni per contribuire alla conoscenza di tutti. Inoltre è possibile la consultazione di alcuni dati di altri osservatori. Ricordiamo però che l’etica del naturalista e dell’osservatore è fondamentale e che alcune specie sono particolarmente protette dalla e ne è vietata la raccolta e l’utilizzo.

[1] iNaturalist – https://www.inaturalist.org

[2] Observation – https://observation.org/

[3] Ornitho Italia – https://www.ornitho.it/

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