Cose da fare nel XXI secolo

Cosa facciamo quando dobbiamo ricordarci un’evento imporatnte? Ad esempio il compleanno della moglie o del marito, dei propri figli, come possiamo non dimenticarelo? Ovviamente con la memoria, ma se le nostre capacità mnemoniche vacillano, usiamo l’agenda. Perchè ho iniziato in maniera così banale, perchè ormai davvero serve un’agenda, specialmente se si parla del futuro del pianeta.

Oggi viviamo vite più lunghe e più prospere che mai. Gli impareggiabili progressi della sanità pubblica, agricoli, industriali e tecnici del 20° secolo hanno creato le condizioni per una migliore salute per miliardi di persone.

Tuttavia, questo straordinario progresso socio-economico sta mettendo a dura prova i sistemi naturali della Terra. I nostri modelli di consumo di risorse altamente iniquo, inefficiente e insostenibile, insieme alla crescita della popolazione, stanno degradando la natura in modi che stanno effettivamente minando il nostro benessere.

Vi sono prove crescenti che la capacità del pianeta di sostenere la crescente popolazione umana sta diminuendo. Il degrado della nostra aria, acqua e terra, combinato con una significativa perdita di biodiversità, ha provocato notevoli impatti sulla salute, tra cui: riduzione della sicurezza alimentare e della nutrizione, perdita di risorse di acqua dolce, maggiore esposizione alle malattie trasmissibili e aumento della perdita di vita e del benessere a causa di eventi meteorologici estremi.

Si proprio così, l’ultimo punto del rapporto del The Rockfeller Foundation “Planetary Health” (Salute del pianeta), non lascia dubbi. Il nostro pianeta non sta bene, ha la febbre ed è anche alta. Abbiamo radicalmente modificato l’ambiente circostante attraverso l’uso e l’abuso di risorse naturali. Questi cambiamenti hanno ripercussioni profondamente negative, sia a breve che a lungo termine, sulla nostra salute e benessere.

L’opportnità che abbiamo è enorme prima che i cambiamenti ci spingano a decidere se adattarci o sopperire. E’ una legge, quella dell’adattamento che regge almeno da circa 200 anni (dalla prima teorizzazione di Darwin e Wallace), se un’animale (anche l’uomo) si adatta all’ambiente e i suoi geni sono concepiti per farlo, allora sarà in grado di sopravvivere. In caso contrario, o cambierà il suo modo di vivere o sarà destinato all’estinzione. Di pianeta ne abbiamo uno, non possiamo minimente pensare di colonizzarne un’altro o approdare in pianta stabile su un satellite, allo scopo perpetuare gli stessi danni.

Possiamo e dovremmo adattare le nostre vite, molto spesso piene di nulla e vuote di fondamentali principi.

Pertanto, la salute planetaria rappresenta un nuovo modo di pensare alla risoluzione di problemi globali complessi e indipendenti, come quelli riassunti in due macro categorie suddvise in varie problematiche da risolvere. Area di impatto ambientale: cambiamento dell’abbondanza, composizione e distribuzione delle specie, cambiamento dei flussi biogeochimici, cambiamento dei sistemi alimentari, cambiamento dell’uso del suolo e della copertura del suolo, cambiamenti climatici, inquinamento globale e catastrofi naturali. Aree di impatto sulla salute pubblica: urbanizzazione, scarsità d’acqua, conflitti civili e sfollamenti, malattie infettive, nutrizione e salute fisica.

Possiamo fare in tempo, ma da sola una piccola o grande popolazione non può risolvere e pansare a tutte le difficoltà. Sono necessari sforzi collettivi di persone in tutto il mondo per generare conoscenza ed educare, sostenere e attuare politiche che promuovano un equilibrio tra la salute umana e la salute del pianeta. Gli sforzi devono essere attuati anche da governi statali non solamente sulla carta, ma attuati davvero, mantenendo un’equilibrio e sostenibilità nei tre campi: Economico, Sociale e Ambientale.

sostenibilità

 

 

 

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